Innamorati del viaggio...
non della destinazione.
Ho un progetto che mi frulla per la testa… da mesi.
Lo guardo dall’alto e non lo capisco, dal basso e mi sembra aramaico, ci giro attorno ma non c’è soluzione… è un progetto che non riesce a delinearsi in una forma concreta e io davvero non so più da dove prenderlo quindi lascio stare.
Me lo getto alle spalle come si fa con il sale quando cade sul piano della cucina e uso tutto il mio spirito scaramantico per convincermi che possa portare altrettanta fortuna.
Ricordo quella volta a Bologna in cui la zia Molisana della mia coinquilina mi ha tolto il malocchio al telefono e due giorni dopo ho ritrovato il portafoglio in una chiesa. Penso “accidenti a me che sono un’orsa incapace di mantenere i rapporti sociali” e me la metto via… ma continuo a rimuginare.
Quindi succede che passano altrettanti mesi e dopo aver aperto dieci file in drive, altrettanti su pages e qualche moleskine scarabocchiata… ancora niente. Però (c’è un però) anche se ancora non ho capito che forma ha questo dannato progetto forse una cosa invece l’ho azzeccata: ora so cosa NON È… tutto quello che ho fatto finora.
Non so te ma, per quanto mi riguarda, questa cosa del crearmi i problemi da sola mi ha sempre appassionata. Non tanto per risolverli quanto per starmi a guardare mentre sbaglio tutto venti volte prima di accorgermi che la soluzione stava proprio sotto il naso.
Ma alla fine che mi frega?
In fondo si impara molto più dal viaggio che dalla destinazione… sbaglio?
Questo mondo mi sta troppo… di tutto.
C’è una cosa che davvero mi stordisce nel mondo di oggi.
Ci sono troppe scorciatoie e troppa fretta di arrivare. Ma allo stesso tempo si è incapaci di muoversi perchè c’è troppo, troppo di tutto. Troppi lavori che cambiano troppo in fretta, troppi strumenti per risolvere una mole industriale di problemi provocati da una vita in cui devi giostrarti fra: troppa burocrazia, troppi commercialisti che non rispondono al cellulare (ma ti mettono comunque like alle foto di Instagram), troppe piattaforme, troppe mail non lette e troppe notifiche Whasapp con il pallino verde sul fianco destro della schermata.
Parlo per la mia generazione e se mi state leggendo vi chiedo: ma non avete mai la sensazione di annegare nelle informazioni, di avere così tante strade di fronte da paralizzarvi per una totale incapacità di scegliere?
Io ho capito che…
per non annegare devo scrivere, disegnare, scarabocchiare, riempirmi lo studio di post-it, devo sporcarmi le mani e mettere nero su bianco quello che ho in testa. Metterlo in pratica nel senso di “praticarlo” in termini quasi religiosi e me ne rendo conto che forse, nell’epoca delle IA, potrebbe sembrare la strada meno azzeccata.
Ci sono strade meno faticose? Sì
Ci sono soluzioni più veloci in termini di tempo? Probabilmente sì.
C’è un modo per capire davvero se quello che sto facendo è giusto o sbagliato?
No. Nemmeno ChatGPT è in grado di dirmelo…
Ma sai che c’è?
Non è questo che ti deve preoccupare quanto piuttosto… l’amore.
Non in senso romantico ma in senso pratico: ami quello che fai ogni giorno?
La vera domanda, quindi, è una sola: esiste un modo per amare ciò che “devo” fare per vivere? Assolutamente sì.
Innamorarsi della pratica, del processo, del tempo che hai investito per capire come uscire da quel problema e dei tentativi che hai fallito prima di raggiungere la meta.
Se tutto questo mi costerà del tempo.. che sia.
Forse non riuscirò mai a trovare la forma di quel progetto che ho in testa da mesi ma se ce la farò, sarà per me come la rosa per il piccolo principe.
E tutto il resto me lo posso buttare alle spalle come si fa con il sale da cucina.
”È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
Cit. Antoine de Saint-Exupéry
DOWN THE RABBIT HOLE
Trasformare la vita in un gioco per migliorarla. Altro interessante episodio di Manuel Reitano che ti presento con la frase di chiusura: “La vita non è trovare se stessi, la vita è creare se stessi”.
Una pillola dalla Newsletter The 6am Review. Ci sono tre tipi di persone: “quelli che fanno succedere le cose, quelli che guardano le cose accadere e quelli che si chiedono cosa sia successo”.
Sparati un viaggio nello spazio da QUI. Bellissimo!
Non un link ma tre domande per te:
1) Qual è stato il momento più bello nella giornata di ieri?
2) Cosa avresti potuto fare di meglio?
3) Se il mondo finisse oggi… saresti felice di fare quello che stai per fare?
Ultimamente mi occupo di…
In queste settimane ci si prepara alla finale dell’Open Mic di Rabbit Hole.
Prevedo forti emozioni e belle sorprese! Se vivi nei dintorni di Bassano del Grappa salva la data a calendario: 9 aprile ore 20:45 in Villa Angaran San Giuseppe.
Oltre a questo, stop agli spettacoli almeno per Pasqua. Si parte per Torino e per The World of Tim Burton alla mostra del Cinema.
Vuoi collaborare con me? Scrivimi!
Mi trovi qui:
Mail: barbara.sclc@gmail.com
Profilo Instagram: @scalcobarbara
Profilo Linkedin: Barbara Scalco
Ah dimenticavo…
Io sono Barbara Scalco: attrice, autrice, fondatrice e direttrice artistica di Rabbit Hole.
Ho scelto di diventare attrice da bambina, guardando i piedi degli attori muoversi fra palco e sipario.
Ho scelto di scrivere quando ho capito che la mia vita è come la sceneggiatura di un film e ho pensato che forse, se capisco come si scrive una buona sceneggiatura, farò un buon lavoro anche con la mia vita.
Non dobbiamo immaginarci come il germoglio di un seme, né il risultato di un passato: ma piuttosto come la conseguenza ancora incompiuta di un futuro anteriore.
Cit. Lacan


